visita palazzo podocataro

Le famiglie & la storia

Fatto costruire sullo spirare dell’anno 1500 dal cardinale cipriota Ludovico Podocataro, medico prima di papa Innocenzo VIII poi di papa Borgia Alessandro VI, il palazzo di via di Monserrato 20, è uno dei pochi esempi di architettura civile dove Medioevo e Rinascimento si sposano con sorprendente equilibrio.

1499-1565 Podocataro
1565-1578 della Porta
1578-1824 Orfini
1824-1902 Corsetti
dal 1902 Alvarez de Castro

In cinque secoli palazzo Podocataro conosce soltanto tre passaggi di proprietà. La famiglia del cardinale fondatore lo vende il 25 aprile 1565 (a soli 66 anni dalla sua fondazione), ai fratelli Ardicino, Costanzo e Francesco della Porta i quali, a loro volta, dopo soltanto dieci anni, nel 1575, lo cedono a monsignor Giustiniano Orfini, cameriere segreto di papa Pio V ed esponente della nobile famiglia Orfini di Foligno, celebre per aver dato alle stampe la prima copia in italiano della Divina Commedia. Gli Orfini mantengono il palazzo fino al 12 giugno 1824 quando Alessandro Orfini lo vende al banchiere Giovanni Corsetti. Dai Corsetti, per via matrimoniale, il palazzo passa poi agli Alvarez de Castro. Tolto il mezzo secolo della famiglia fondatrice e l’ininfluente decennio dei della Porta, l’antico palazzo Podocataro nel corso dei successivi 442 anni ha conosciuto soltanto due altri padroni: la famiglia degli Orfini e la famiglia di Maria Corsetti Alvarez de CastroSe a Ludovico Podocataro e ai nipoti Livio e Cesare va il merito di aver ideato e conservato il palazzo arricchendolo di affreschi, come fece Livio con interventi pittorici di Perin del Vaga e di altri artisti del tempo, agli Orfini e agli Alvarez de Castro vanno riconosciuti interventi determinanti per la manutenzione e l’arricchimento del palazzo stesso. Gli Orfini del primo periodo, per più di un secolo, contribuirono con illuminate committenze ad accrescere il patrimonio artistico con un ciclo di affreschi sulla vita di Sant’Ignazio di Loyola e importanti interventi di consolidamento dell’intero palazzo. Nel 1700 gli affittuari degli Orfini, rincorrendo un folle modernismo, seppellirono sotto numerosi strati di carta da parati tutti gli affreschi e, per abbassare gli alti soffitti, con incannucciate telate a controsoffitto, nascosero alla vista gli splendidi cassettoni seicenteschi. Agli Alvarez de Castro, secondi per anzianità proprietaria dell’immobile (ormai sono quasi due secoli), si deve il merito di aver riportato alla luce gli affreschi, di averli fatti restaurare e preservare assieme alla celebre collezione epigrafica del cardinale di papa Borgia e agli antichi cassettoni che ancora oggi ornano i nobili ambienti del palazzo, riportato assieme al giardino segreto di Perin del Vaga, ai fasti dei Podocatari. 

Leggi la storia e le storie del palazzo

it_ITItalian