L’albero genealogico dei Podocataro […]
Nel tentativo di svelare l’identità nascosta dell’Abbate Podacattaro intermediario del cardinale Montalto, la ricerca è partita da un attento esame archivistico di documenti riguardanti le ‘’famiglie storiche originarie’’ con il fine di rintracciare un qualsivoglia riferimento a questa figura operante attivamente nel contesto storico-artistico romano e veneziano tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. All’interno di una genealogia consultata presso l’Archivio di Stato dei Frari a Venezia, precisamente in una miscellanea di codici di storia veneta, nel volume XI delle cittadinanze antiche compilate dal Tassini, ho rinvenuto un albero genealogico singolare dove, tra i vari componenti del ramo storico dell’illustre famiglia dei Podocataro, in mezzo ad altri personaggi già noti e nominati, è emerso fulmineamente un nome, mai apparso prima d’ora o citato da studiosi precedenti: Cornelio.
Un nome come tanti che sarebbe passato inosservato se non fosse che, all’interno di una parentesi, l’informazione aggiuntiva alla persona riportava la didascalia: ‘Abate. Test. 1627, sepolto alle Grazie’. Meraviglia è scaturita dalla lettura della frase poiché nessun rimando ad alcun abate di nome Cornelio era venuto alla scoperta prima, secondo l’albero genealogico l’unico personaggio con tale nomina vissuto in epoca coincidente alla realizzazione delle già citate e bellissime opere eseguite da Palma il Giovane per Antonio Maria Graziani e Fabio Biondi.
Un prelato misterioso vissuto e morto nel Seicento, un Abbate Cornelio Podacattaro dunque. Secondo quanto riportato nell’antica genealogia, i Podocataro originari della Grecia, ebbero quale illustre capostipite un tale Giacomo. Da Giacomo nacquero i figli Livio, Cesare e Pietro Podocataro. Il Livio in questione è il già citato arcivescovo di Nicosia, nipote del cardinale Ludovico Podocataro, la cui parentesi in aggiunta al nome riporta: “Arcivescovo di Nicosia. Test. 1555, in contrada dell’Angelo Raffaele, sepolto a S. Sebastiano con monumento del Sansovino”. Il fratello di lui, Cesare, è invece accompagnato dall’informazione: “Arcivescovo di Nicosia. Test. 1557, sepolto a S. Sebastiano”; come precedentemente scritto è noto infatti che Cesare Podocataro ereditò l’arcivescovado alla morte di suo fratello Livio. Accanto al nome di Pietro Podocataro è presente soltanto l’appellativo di ‘abate’ ricorrente anche in altri documenti, motivo che ha spinto studiosi, come l’erudito veneziano Cicogna, a focalizzare su di lui l’attenzione. L’albero di famiglia informa che Cesare ebbe una figlia di nome Emilia andata in sposa ad Antonio Michiel, mentre da Pietro Podocataro nacque Ercole il quale a sua volta ebbe quattro figli: Pietro, Ettore, Costanza e Laura. Da Ettore Podocataro nacquero due figure: Ercole, che come moglie ebbe Leonora, e Cornelio Podocataro, il cui nome nella genealogia compare seguito da una didascalia che lo qualifica come abate, sepolto nella chiesa veneziana di Santa Maria delle Grazie, con un testamento di morte redatto nell’anno 1627.
Secondo la fonte, per ultimo, da Ercole fratello di Cornelio, e da Leonora, nacquero due figli: uno anch’egli di nome Cornelio, e Maria, concessa in sposa a Giovanni Minio. Grazie al ritrovamento dell’originario e corretto albero genealogico si deduce, perciò, che vi furono due abati rinomati all’interno della famiglia: un Pietro ed un Cornelio. Il 17 aprile 1593, il Paruta comunica la morte dell’abate informando la Repubblica della rinuncia dell’abbazia di S. Crisogono in favore di un parente cipriota di Pietro, sicuramente il nostro abate Podacattaro inserito nell’entourage familiare del cardinale Montalto e impiegato nelle transazioni con gli artisti.
Quel che è certo, a questo punto, è che vi fu un abate operante nel Seicento. Convinta che l’abate del Montalto fosse lui ho poi condotto mirate ricerche, specificatamente su Cornelio Podacattaro. © RIPRODUZIONE RISERVATA
