{"id":6791,"date":"2024-11-06T10:32:18","date_gmt":"2024-11-06T10:32:18","guid":{"rendered":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/?p=6791"},"modified":"2024-11-06T10:33:03","modified_gmt":"2024-11-06T10:33:03","slug":"il-danzatore-con-le-nacchere-un-unicum-nellarcheomusicologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/il-danzatore-con-le-nacchere-un-unicum-nellarcheomusicologia\/","title":{"rendered":"Il \u201cdanzatore con le nacchere\u201d un unicum nell\u2019archeomusicologia a Palazzo Podocataro"},"content":{"rendered":"<!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD HTML 4.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/REC-html40\/loose.dtd\">\n<html><body><blockquote><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6794\" src=\"https:\/\/palazzopodocataro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/danzatore-con-le-nacchere-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/palazzopodocataro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/danzatore-con-le-nacchere-204x300.jpg 204w, https:\/\/palazzopodocataro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/danzatore-con-le-nacchere-695x1024.jpg 695w, https:\/\/palazzopodocataro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/danzatore-con-le-nacchere-768x1132.jpg 768w, https:\/\/palazzopodocataro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/danzatore-con-le-nacchere-1042x1536.jpg 1042w, https:\/\/palazzopodocataro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/danzatore-con-le-nacchere-8x12.jpg 8w, https:\/\/palazzopodocataro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/danzatore-con-le-nacchere.jpg 1084w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nella collezione di reperti di palazzo Podocataro si annovera un bassorilievo, di origine romana, (delle dimensioni di 80 cm x 40), noto agli studiosi, ma anche alla famiglia Alvarez de Castro &ndash; Corsetti, come il &ldquo;Danzatore con le nacchere&rdquo;, che &egrave; stato citato e riprodotto in numerosi testi di archeomusicologia, in quanto rappresenta una rara ed ancestrale testimonianza di un giovane uomo che esegue una danza armoniosa, utilizzando contemporaneamente le nacchere o qualcosa di similare ad idiofoni, come dei piccoli piatti legati alle dita.<\/p><\/blockquote>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>La presenza di questi ballerini &egrave; conosciuta nella storiografia romana<\/strong>: erano talentuosi artisti, provenienti da ogni parte dell&rsquo;impero che vertevano in condizione di schiavit&ugrave;; erano presenti nella Roma antica, dove le loro esibizioni erano molto apprezzate, e per molti secoli sono stati oggetto di commercio pregiato. <strong>Queste notizie ci giungono da Marziale il quale, al volgere del I secolo d.C., narra la storia di Telethusa, una danzatrice particolarmente abile nell&rsquo;uso della &ldquo;Baetica Crusmata&rdquo;, strumento musicale che di solito viene assimilato alle &ldquo;nacchere della regione Baltica&rdquo;, di origine andalusa<\/strong>. Le origini di tali s<strong>trumenti musicali, che venivano suonati durante l&rsquo;esecuzione di danze<\/strong>, all&rsquo;interno di composizioni musicali o in occasioni conviviali, sono molto controverse, tant&rsquo;&egrave; che sono di fondamentale importanza le vestigia che emergono dal passato, come affreschi, disegni e rilievi marmorei, attraverso i quali &egrave; possibile ricostruire frammenti delle abitudini musicali dei nostri predecessori.<\/p>\n<p><strong>La Professoressa Audry Cottet, archeomusicologa, sostiene per esempio che la pratica del piatto da dita era ampiamente utilizzata durante l&rsquo;impero romano ed era presente nell&rsquo;antica Roma.<\/strong> Il &ldquo;Danzatore con le nacchere&rdquo; della collezione &ldquo;Podocataro&rdquo; sembrerebbe rappresentare un raro esempio dell&rsquo;utilizzo di piccoli idiofoni nelle danze ancestrali romane, al punto che il bassorilievo marmoreo risulta menzionato, come un unicum, nelle opere letterarie di archeomusicologia, che descrivono strumenti musicali antichi. <strong>L&rsquo;importanza storica&nbsp; di questo bassorilievo &egrave; testimoniato anche da un articolo pubblicato sull&rsquo;Oxford Jornals &ndash; Oxford University Press &ndash; nel maggio 2007, dal titolo<\/strong> <a href=\"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/il-danzatore-con-le-nacchere-della-collezione-podocataro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&ldquo;Illustration of Antique Musical Instruments in 17th &ndash; and 18th &ndash; Century Books, Their Sources and Tasmission&rdquo; firmato da Naomi J. Barker nel quale viene riprodotto un antico disegno (brown ink and wash on papaer, 249 x 15 mm), tratto dall&rsquo;archivio della Royal Library of Winsor Collection, Her Majesty Queen Elisabet II, che rappresenta la copia su carta del &ldquo;Danzatore con le nacchere&rdquo; di Palazzo Podocataro&ndash;Corsetti.<\/a> L&rsquo;articolo riporta illustrazioni di strumenti musicali antichi tratti da libri del XVII e XVIII secolo nel quale si sostiene che il disegno del <strong>&ldquo;Danzatore con le nacchere&rdquo; della collezione Podocataro<\/strong>, &egrave; stato probabilmente realizzato da Pietro Testa, morto nel 1650. Confrontando il disegno con il bassorilievo della collezione &ldquo;Podocataro&rdquo;, <strong>Naomi Baker<\/strong> sostiene che indubitabilmente <strong>il modello sia stato tratto dal bassorilievo di Palazzo Podocataro&ndash;Corsetti<\/strong>. Un recente articolo della Professoressa Audrey Cottet, anche lei archeomusicologa, (CNRS Research Director, Archaeomusicology, Laboratore de Physique de l&rsquo;Ecole Normale Superieure &ndash; France), ha posto in evidenza come il &ldquo;Danzatore con le nacchere&rdquo; (la cui riproduzione fotografica &egrave; riportata nell&rsquo;articolo) sia un&rsquo;importante testimonianza dell&rsquo;utilizzo del menzionato strumento musicale nel periodo romano. <strong>La Cottet sottolinea come &ldquo;i piatti con coppe cave<\/strong> (e in molti casi anche con bordo piatto) sono presenti in rappresentazioni antiche, ad esempio nell&rsquo;arte babilonese, assira, ittita, greca e romana. In molte di queste rappresentazioni i musicisti tengono un piatto in ciascuna mano al fine di batterli ritmicamente. Antichi piatti metallici sono stati rinvenuti in siti archeologici, spesso realizzati in bronzo o in lega di rame e possono raggiungere i 20 centimetri di diametro.<\/p>\n<p>Tuttavia, molti piatti pi&ugrave; piccoli (di diametro inferiore a 10 centimetri) sono stati rinvenuti in tutta la regione del mediterraneo. Questi piccoli piatti sono particolarmente numerosi nel periodo romano e sembrano simili ai moderni piatti da dito. <strong>Nel 1940, il musicologo Curt Sachs afferm&ograve; che i piccoli piatti potessero essere sati suonati come quelle antiche nacchere che i ballerini suonano come una nacchera, tra il pollice e il dito medio, giunti fino ai giorni nostri.<\/strong> Tuttavia la semplice esistenza di questi cimballini non &egrave; sufficiente a dimostrare l&rsquo;utilizzo di una pratica del piatto da dito, definito nel presente studio come due piatti in ciascuna mano, attaccati direttamente a due dita diverse. In effetti, i piccoli piatti antichi potevano essere suonati in molti altri modi. Sfortunatamente, le fonti testuali antiche, raramente aiutano a capire la storia delle pratiche dei piatti da dito, perch&eacute; menzionano gli idiofoni metallici con pochi termini descrittivi. In particolare, per il periodo dell&rsquo;impero romano, l&rsquo;iconografia musicale mostra solo le pinze per piatti a sonagli, una delle quali anche a forma di pinze costituite da due bastoncini da batacchio, o bastoncini a forma di stivale, ereditati dalla tradizione greca.&rdquo;<\/p>\n<p><strong>La Cottet sostiene che &ldquo;gli esempi sopra indicati confermano che la pratica del piatto da dito esisteva durante l&rsquo;impero romano; ma era presente nell&rsquo;antica Roma?&rdquo; Questa domanda ci porta a Palazzo Podocataro, a Roma, che ospita antichit&agrave; romane raccolte dal cardinale Podocataro nel 1600.<\/strong> <strong>Sebbene il palazzo sia un edificio privato, questa collezione &egrave; stata menzionata da diversi autori.<\/strong> L&rsquo;esatta provenienza del bassorilievo oggetto di studio &egrave; sconosciuta, ma s<strong>i stima che risalga al II o III Sec. d. C. e potrebbe essere una porzione di un sarcofago<\/strong>. <strong>Questo rilievo &egrave; stato riprodotto in due disegni del XVII sec. che appartengono al &ldquo;museo della Carta&rdquo; di Cassiano del Pozzo.<\/strong> Il rilievo sembra figurare anche in due libri di archeologia, uno di J<strong>acques Spon nel 1683 e un altro di Frederich Adolphe Lampe nel 1700<\/strong>. Lampe e Spon hanno probabilmente copiato il disegno di Cassiano, anche se la fonte non &egrave; citata esplicitamente. <strong>Gli autori classificano variamente gli strumenti impugnati dal danzatore come cimbali, nacchere o crumata di &ldquo;osso o di conchiglia&rdquo;<\/strong>. <em><i><cite>&copy;&nbsp;<\/cite><cite>RIPRODUZIONE RISERVATA<\/cite><\/i><\/em><\/p>\n<\/body><\/html>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella collezione di reperti di palazzo Podocataro si annovera un bassorilievo, di origine romana, (delle dimensioni di 80 cm x 40), noto agli studiosi, ma anche alla famiglia Alvarez de Castro &ndash; Corsetti, come il &ldquo;Danzatore con le nacchere&rdquo;, che &egrave; stato citato e riprodotto in numerosi testi di archeomusicologia, in quanto rappresenta una rara &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/il-danzatore-con-le-nacchere-un-unicum-nellarcheomusicologia\/\" class=\"more-link\">Read More <span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il \u201cdanzatore con le nacchere\u201d un unicum nell\u2019archeomusicologia a Palazzo Podocataro&#8221;<\/span><\/a><\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":6793,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[25,23,34],"tags":[42],"class_list":["post-6791","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-collezione-darte","category-palazzo-podocataro","category-podocataro","tag-obbligo-conservazione-collezione-podocataro"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6791"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6797,"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6791\/revisions\/6797"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/palazzopodocataro.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}