Venezia nel XV Secolo. In alto lo stemma dei Podocataro nella chiesa romana di Sant’Agata dei Goti
Le vicende del cardinale cipriota Ludovico Podocataro, appassionato collezionista, artefice della costruzione di un palazzo esemplare nascosto nel cuore di Roma in via di Monserrato, raccoglitore quest’ultimo di storie di illustri famiglie e di una collezione antiquaria senza tempo, sono sostanzialmente note. Nel ripercorrere la carriera del Podocataro come abbreviatore apostolico, vescovo di Capaccio, titolare di diocesi, segretario pontificio ed infine cardinale, è doveroso riconoscere che, sebbene il prelato visse all’ombra del grande papa Alessandro VI Borgia, si distinse oltremodo per la capacità di emergere tra molti e fu tenuto in grande considerazione dagli intellettuali dell’ epoca e da rinomati cardinali per le virtù morali, le doti diplomatiche ed amministrative e la vastissima cultura umanistica. Come altri Podocataro nei secoli a venire, Ludovico fu una figura dalle molteplici sfaccettature, passioni e competenze, pur essendo un uomo di chiesa che non fruiva di particolari rendite. Oltre che per la politica lo si ricorda soprattutto per la raffinata passione votata al collezionismo; nel cardinale è stato riconosciuto un delicato gusto per l’antico tanto ricercato da voler adattare la propria dimora, Palazzo Podocatari a Roma, a luogo conservativo destinato al culto e alla celebrazione della bellezza. Il trasferimento da Cipro in Italia, perlopiù attraverso Venezia, di ciprioti desiderosi di stabilirvisi in maniera definitiva fu un fatto ricorrente e di ordinaria amministrazione ed i Podocataro, in particolare, seppero coniugare l’abilità di addentrarsi in circoli politici di rilievo, dove ricercavano la protezione di uomini facoltosi, con l’amore per la cultura che il cardinale Ludovico trasmesse chiaramente al nipote Livio, responsabile del parziale rifacimento e dell’abbellimento del palazzo storico di residenza.
Lo scopo delle ricerche era fare chiarezza sull’identità di una figura enigmatica, vissuta all’incirca tra la metà del ‘500 e i primi trent’anni del secolo successivo, appartenente all’antica e nobile famiglia dei Podocataro originari di Cipro e ricorrente nei documenti ad oggi raccolti, genericamente e molto semplicemente, con il riferimento di Abbate Podacattaro. Oscurata dai nomi di grandi personaggi, questa ambigua personalità si è tuttavia dimostrata essenziale nei progetti di scambio e nelle committenze artistiche di allora. Il solo appellativo di abate è a lungo risultato sufficiente nel considerare di grande rilevanza il lavoro diplomatico svolto per conto di illustri cardinali e uomini di spicco del periodo rinascimentale. La scarsità di fonti a disposizione non aveva permesso di definire un ritratto preciso dell’abate né di stabilire chi fosse veramente eppure, anche senza un nome specifico, rimandi a questo personaggio titolare di una sconosciuta abbazia continuavano ad emergere in diversificati documenti, intrigando studiosi desiderosi di svelare l’identità di un ecclesiastico grazie al quale un importante cardinale come Alessandro Damasceni Peretti,noto come il cardinal Montalto e nipote di papa Sisto V, era riuscito ad accaparrarsi a distanza opere realizzate da artisti rinomati del periodo.
Il cardinale Ludovico Podocataro, fondatore del palazzo di via di Monserrato, in un raro dipinto dell’Anno Domini 1501. In alto il cardinale accanto allo stemma araldico della famiglia Podocataro
Nel bel mezzo della corsia Sistina, nell’ala storica dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia, è sistemata la celebre sala Baglivi che accoglie parte dei cinquanta affreschi dedicati alla storia dell’ospedale e, soprattutto, magnificano l’opera di Sisto IV, detto il gran fabbricatore. In uno di questi affreschi appare genuflessa davanti a Sisto IV benedicente, la spodestata regina Carlotta Lusignano di Cipro presentata l’8 giugno 1475 a Sua Santità da Ludovico Podocataro prima ancora della nomina cardinalizia, il quale, in primissimo piano, domina l’affresco attribuito alla scuola di Melozzo da Forlì. Ludovico Podocataro, medico e segretario particolare del cancelliere cardinal Rodrigo Borgia futuro papa Alessandro VI, era legato alla regina Carlotta da antica parentela; il padre di Ludovico, infatti, discendeva da un’illustre famiglia greca strettamente imparentata con i Lusignano.
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