Testamento di morte e cittadinanza romana dell’abate Cornelio Podocataro
Se dubbi ancora sussistevano circa l’identità dell’abate ingaggiato come agente personale dal cardinale Alessandro Montalto, una visione unanime scaturiva tuttavia dalle poche fonti in possesso circa le sue condizioni di ristrettezza economica che lo avevano, con molta probabilità, spinto a ricercare il favore e la protezione di uomini facoltosi. I documenti testimoniano una fitta rete di relazioni tra le varie corti italiane, soprattutto Roma, Padova, Milano, Genova e Urbino, delle quali alcuni Podocataro più capaci si servirono allo scopo di sostentarsi o assicurare aiuto ai propri parenti caduti in disgrazia, accordando la più fidata devozione o compiendo favori per conto di un “padrone” dal quale ricevevano in cambio la massima protezione; molti di essi si ritrovarono in grave difficoltà finanziaria perciò le azioni diplomatiche che si prestarono a svolgere in ambito curiale o nelle corti dei più accreditati personaggi di quel tempo, risultarono spesso un obbligo o una necessità.